Altre commedie prodotte

 

L'USEL DEL MARASCIAL

di Loredana Cont

trascrizione di I. Dalle Vedove


Regia di ERMANNO REGATTIERI

(attore dell'ESTRAVAGARIO TEATRO di Verona)


TRAMA

Che cosa succede se per sbaglio si investe con l’auto un fagiano che attraversa imprevedibilmente la strada? Niente, direte voi, se non fosse che quel fagiano appartiene al maresciallo dei carabinieri, ma che, soprattutto, non è per niente un fagiano! E quindi, si sa, il segreto diventa sempre più difficile da mantenere, anche perché il paese è piccolo, la gente mormora e ... il maresciallo indaga! Chiedetelo a Serafina, perpetua pettegola del parroco duro d’orecchi. Chiedetelo a Lidia, la regina della casa, costantemente in discussione con il marito Silvio, produttore abusivo della “graspa pi bona che ghe!” e mamma di Renzo, ingenuo rampollo in carriera politica e portaborse di Umberto, abile politico in procinto di elezioni. Chiedetelo alla sorella di Silvio, la Costanza, maldestra neo patentata con gran confusione in testa di freni, frizione e acceleratore, o a sua figlia Paola, morosa del brigadiere Zeffirino a i comandi del Maresciallo della locale stazione dei carabinieri.

Come nelle più classiche commedie popolari, fra alti e bassi tutto si risolverà con un lieto fine, dove si evidenzieranno le umane debolezze anche fra le persone più integerrime, passando attraverso una serie di equivoci che cattureranno l’interesse dello spettatore con battute incalzanti e di grande effetto come è nello stile dell’autrice, in un crescendo di genuino divertimento.


Download: scheda tecnica

 

 


 

 

TUTTI I MATTI I FA' I SO' ATTI (Gianmaria NO!)

liberamente tratta da testi

di Shakespeare e di Goldoni


Regia di ERMANNO REGATTIERI

(attore dell'ESTRAVAGARIO TEATRO di Verona)


 

TRAMA


Un capocomico ambizioso di una semplice compagnia amatoriale di provincia, dopo aver messo in scena per parecchi anni solo commedie dialettali, in accordo con il regista, decide di provare a fare un "salto di qualità". Licenzia i pochi attori che gli sono rimasti e decide di fare dei provini per arruolare "nuovi aspiranti Attori con una particolare inclinazione per la tragedia Shakespeariana". Egli vorrebbe proporre uno spettacolo unico nel suo genere, di sicuro impatto sul pubblico, che a sua volta potrebbe diventare anche il protagonista dello spettacolo stesso. "Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa cosa lascia, ma non sa cosa trova" dice un vecchio proverbio. E se le cose dovessero andar male ... di chi sarà la colpa? Sarà forse di Gianmaria!?? Noo... Gianmaria, No!

 

NOTE DI REGIA


"Tutti i matti i fa i so' atti" è un chiaro esempio di Gioco Teatrale, al quale abbiamo cercato di dare il più ampio respiro possibile. Dopo aver interpretato generi diversi ma ognuno legato ad un unico filo conduttore, gli attori del Teatro dell'Attorchio si cimentano ora in uno spettacolo "metateatrale". Questa parolona difficile non significa altro se non che ci siamo divertiti a fare "teatro nel teatro", in una messa in scena in cui la fa da padrone la "parodia", che ci ha dato modo di trovare innumerevoli "pre-testi" per spaziare in tutti i generi e stili teatrali, dal realismo alla commedia dell'arte, passando dal teatro dell'assurdo e da Shakespeare. Abbiamo scherzato con i classici (come si dice: "tradotti e traditi"!) ma abbiamo scherzato anche con tutti i vizi e le virtù degli attori, non solo i nostri. E' una struttura di spettacolo che ci ha visti coinvolti in prima persona per modificare e fare "nostri" (nel senso di adattarli a noi) tutti i testi dello spettacolo stesso. Una sfida attorale interessante per una compagnia in sicura crescita, che si è divertita nel costruire lo spettacolo e spera ancor più che il divertimento si trasmetta anche al pubblico durante la messa in scena.

Download: scheda tecnica

 


COSE TURCHE AL CASINO'

di Samy Fayad

Regia di MICHELA OTTOLINI

 



Trama


è un’esilarante riscrittura ‘italianizzata’ della commedia di Samy Fayad che narra la storia di un’anomala banda di pezzenti.
Gli originali protagonisti di questa combriccola decidono di cambiare vita per diventare onesti.
“Ma un pezzente non può essere onesto. Per fare le persone oneste bisogna avere i soldi. Quindi si diventa delinquenti solo per trovare i soldi e diventare così onesti!”.
A tale scopo i nostri protagonisti mettono in atto una rocambolesca rapina ad un casinò ricca di intrecci, travestimenti, equivoci e gag esilaranti con un finale a sorpresa.



Note di Regia


Poter giocare e divertirsi è la base del teatro.
Questo testo ci permette di farlo regalando agli attori l’opportunità di esprimere a pieno le loro capacità comiche e alla regia di liberare la fantasia ma allo stesso tempo domarla in un perfetto meccanismo ad orologeria che farà dell’azione e del ritmo i veri protagonisti di questa meravigliosa avventura.

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BEGHE, BASI E BACCALA’

tratta da “L’eredità della pora Sunta”

di Loredana Cont

Traduzione in dialetto veronese di Igino Dalle Vedove

Regia di ERMANNO REGATTIERI

 


TRAMA

Battibecchi, sotterfugi, imprevisti e colpi di scena caratterizzano la vicenda di Berto e Dosolina, due maturi signori, costretti per disposizione testamentaria a vivere sotto lo stesso tetto, conducendo in comune accordo e armonia il negozio ereditato. Ma per far credere che l'armonia c'è, inventano situazioni che non esistono creando involontariamente equivoci e malintesi che divertono lo spettatore e lo incuriosiscono fino al finale a sorpresa.

Note sull'autrice

CHI È LOREDANA CONT

Loredana Cont, autrice ed attrice, è nata in Svizzera nel 1956. Lavora a Rovereto, dove vive con il marito e il figlio. Ha scritto la prima commedia nel 1976 (A no saverla giusta), poi dopo una pausa di quasi dieci anni ha scritto la seconda (L’eredità dela pora Sunta) e da allora ha scritto in tutto 21 commedie (in due o tre atti) e 7 atti unici. Ama scrivere e recitare in dialetto, ritenendo che il teatro sia l’opportunità per mantenere vive la tradizione e la cultura popolare che in quest’epoca di globalizzazione e di contaminazione vanno velocemente perdendosi. e sue storie prendono corpo da situazioni di ordinaria e tranquillizzante quotidianità che si complicano e si risolvono in maniera esilarante, basate sugli equivoci, sulla battuta veloce, sull’umorismo, sulla comicità. I suoi personaggi, tratteggiati con cura e mai banali, sono protagonisti a volte di situazioni che sono memoria; più spesso rappresentano l’attualità con i suoi piccoli e grandi problemi, visti con l’occhio dell’autore che sa cogliere l’aspetto divertente e porgerlo al pubblico in un contesto di scoppiettante e scanzonata ironia. È l’autore dialettale del momento, tant’è che da alcuni anni è il più rappresentato dalle filodrammatiche trentine: nel 2004 i suoi testi sono stati rappresentati circa 200 volte di cui 147 volte in Trentino da compagnie associate alla Cofas. Le sue commedie, sono tradotte in altri dialetti, in italiano, tedesco, sloveno. a ottenuto premi del pubblico e della critica sia come autrice che come interprete.


 


NON SPARATE SUL POSTINO!

di Derek Benfield

Regia di ERMANNO REGATTIERI

 



TRAMA


Quella raccontata da Derek Benfield in questa commedia è una vicenda piuttosto intricata. Siamo in un castello che i proprietari, a corto di finanze, sono costretti ad aprire al pubblico. Tra le sale, divenute meta turistica di gite ed escursioni, si sviluppa la storia che ha come protagonisti un quadro di grande valore, due ladri appena usciti dal carcere col vivo desiderio di vendicarsi, una contessa decaduta ed il suo “eccentrico” marito, colonnello in pensione che ha un hobby del tutto particolare: ama il tiro al postino... considerato una spia straniera molto pericolosa, una cameriera facile agli “innamoramenti”, una guida svampita, un capo boy scout con relativo corredo di 50 ragazzini al seguito, una famiglia di turisti inopportuni e una giovane coppia di sposi sempre sull’orlo di una crisi matrimoniale.

 


IL POVERO PIERO

di Achille Campanile

Regia di ERMANNO REGATTIERI



TRAMA


Una famiglia viene sconvolta dalla scomparsa del “Povero Piero” e dal conseguente ritrovamento delle sue ultime volontà. Il defunto, nel testamento, dà ordine che si dia notizia della sua morte solamente una volta avvenute le esequie.
Teresa (la vedova), la sua amica Clelia e le persone che vivevano in casa con Piero (Jone, Luigi, Marcantonio e Angelica) dovranno lottare contro parecchi imprevisti per tener celata la cosa ma...


“E’ possibile ridere della tristezza altrui? Quel grande umorista che è Achille Campanile sembra dire senza dubbio di sì. Non certo per una forma di cinismo bensì per quel pizzico di ironia e disincanto che tutti  dovremmo avere di fronte ad ogni situazione, positiva o negativa della vita.
Basta osservare gli altri e scoprire quanto di vero o di falso ci sia nei loro sentimenti, nei loro modi di fare e nelle loro parole.
Il testo teatrale del “Povero Piero” ruota attorno ad un’acuta osservazione dei vizi e delle ipocrisie quotidiane.”


NOTE di REGIA


Il Povero Piero, “commedia in un prologo e tre atti” (che noi abbiamo ridotto a due atti) è forse il testo più conosciuto di Campanile. E’ considerato uno dei copioni più impegnativi da rappresentare poiché, oltre a portare in scena parecchi attori, conserva una struttura teatrale classica ma propone molti spunti di quella comicità “non-sense” di parola (in questo caso sempre ricercata ed intelligente) che è arrivata fino ai giorni nostri, costituendo la base ed il punto di partenza di altri lavori teatrali dello stesso genere.
Abbiamo scelto di calcare la mano sui luoghi comuni che nascono e prendono spunto dalla vita di tutti i giorni.

download: volantino di scena

 


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